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  Accordo nazionale Turni settore rete

 

Correva la primavera dell'anno 1999 quando azienda e cgil cisl uil presentavano a tutte le PTR di Italia la richiesta di ampliare i presidi dei centri di regia e dell'esercizio (apparati) per garantire un fantomatico supporto all'assistenza cienti (????), garantire una migliore e tempestiva risoluzione dei guasti (obiettivo ottenibile anche con altri mezzi, ad es. con la reperibilità) e diminuire le ore di straordinario effettuato (strano che altri reparti, come l'allora SOI, SVI, CP ecc., con un numero pro-capite di ore di straordinario ben superiore, non fossero oggetto di simili "attenzioni").

Le richieste più o meno erano di turni 8-22 sette giorni su sette e l'importante mediazione della triplice era riuscita a togliere la domenica, riservandosi però, dopo un periodo di sperimentazione, eventualmente di introdurla in futuro. Nonostante la disinformazione che veniva data alle assemblee (la storiella più comune era quella che nelle altre regioni era già stata accettata) la "piattaforma di accettazione" così come era stata partorita da cgil cisl uil non fu accettata praticamente da nessuna parte. Importante fu in quel caso l'opera del coordinamento nazionale nato per diffondere capillarmente i veri risultati delle assemblee e le opinioni contrarie dei lavoratori, infatti grazie anche ad esso la firma imminente, prima dell'insediamento dei nuovi padroni del gruppo Telecom (Colaninno & C.), non fu siglata ed il discorso dei turni subì un notevole rinvio. Ovviamente, questa voce "stonata" del coro non piacque tanto all'azienda che, nonostante operasse già da anni nell'assoluta indifferenza, cercò di colpire uno dei maggiori fautori di questo coordinamento, il delegato FLMU di Firenze contestandogli attività sindacale "non gradita". L'immediata e pronta difesa da parte sindacale e l'inconsistenza delle accuse rivolte, produsse soltanto un richiamo scritto che, ovviamente, ebbe il valore di una medaglia sul campo di battaglia contro l'arroganza dell'azienda.

Vista la capacità dei lavoratori di autoorganizzarsi e di comunicare tra le varie realtà, cgil cisl uil trassero lezione e spunto per operare in maniera differente e maggiormente efficace: l'8 novembre 2000, esattamente due giorni dopo aver chiamato tutti i lavoratori del gruppo Telecom a scioperare contro l'applicazione unilaterale (a sentire loro) del nuovo CCNL, severamente bocciato dai lavoratori, quindi per nulla intimoriti dall'enorme torto che veniva consumato nei confronti dei lavoratori (evidentemente nei loro confronti no), si siedono al tavolo con l'azienda e decidono le nuove regole per i turni che vengono sottoposte al voto dei lavoratori in gran furia il 10 ed 13 novembre e non in tutte le regioni. La velocità ovviamente era dettata dalla necessità di rendere inefficace qualsiasi scambio di dissenso o di informazioni tra le varie regioni e, all'interno delle stesse, tra i lavoratori. Pare così che, a livello nazionale, sia passato il si e, senza perder tempo, il 14 novembre veniva siglato l'accordo che vi presentiamo ... accordo che in teoria amplia l'attività lavorativa in media di quasi 32 ore la settimana, prevedendo reperibilità aggiuntive e notturne e garantendo ai lavoratori ... un bel niente ! ! ! ! 

DOVREBBE ESSERE CHIARO DA CHE PARTE STANNO CGIL CISL UIL; 

TU, DA CHE PARTE STAI ?  

 

Verbale di accordo (file pdf - 55,3Kb)

 


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