La
vita di San Precario
PRECARIO
SANTO da Preco, instabile; malfermo; senza equilibrio, XXI secolo D.C.
Nelle
leggende, santo patrono di sfrattati, poveri, sottooccupati, sfruttati,
ricattati, Co.Co.Co, assunti non in regola e dipendenti a termine. Invocato
contro liberismo, caporalato, infortunio senza copertura, cooperative e mobbing.
Si festeggia il 29 febbraio.
La
leggenda di Precario è raccontata nella "Leggenda Aurea", una
raccolta di vite di santi scritta nel XXII secolo da Jacopo da Varaggine.
Precario
era figlio di una famiglia borghese Brianzola e fu fatto studiare nelle migliori
università del nord Italia "Finanza creativa".
All’età
di 25 anni decise, in contrasto con la famiglia, di vedere il mondo e di
cercarsi lavoro in modo indipendente.
Nonostante il padre godesse di ottimi appoggi fra cui l’iscrizione alla "P2" e il "Gladio d’oro" infatti, Precario era molto inquieto perché "Non capiva".
Proprio
durante queste sue riflessioni venne a sapere che un tale di Arcore di nome
Silvidoro, già in odore di santità aveva ricevuto, pare per intervento divino,
i fondi per creare dal nulla tre televisioni.
Precario
allora si recò in visita al villaggio del profeta dove esso stava fondando un
nuovo stile di vita basato sul doppiopetto e sermoni incomprensibili.
Costui
lo invitò ad una cena di finanziamento e, dopo una minerale gasatissima, gli
disse una delle sue famose centurie "
E’
facile dire di avere le unghie pulite quando ci si lava i capelli tutti i
giorni".
Precario
usci dal luogo di pellegrinaggio con 4000 monte d’oro in meno (la leggenda
dice che tanto valesse il banchetto di finanziamento) pieno di speranze pronto
per fondare un Club.
Ma,
sulla via del ritorno, incontrò un gruppetto di manifestanti che stava
protestando per la chiusura della fattoria dove lavoravano.
Essi
gli dissero che il villaggio sarebbe stato abbandonato e che donne bambini
avrebbero dovuto emigrare perché in zona c’erano solo lavori temporanei i
quali non garantivano una vita dignitosa. Aggiunsero inoltre che da quando un
certo Venerabile Treu aveva, anni prima, fatto nuove leggi, le cose andavano
sempre peggio.
Precario
guardò la folla e pronunciò la sua famosa frase: " Cazzate, mi hanno
detto che è solo propaganda filo comunista".
Quindi
promise che sarebbe tornato al villaggio due anni dopo con un contratto di
lavoro e molte monete d’oro il tutto, naturalmente, senza avvalersi della
famiglia e delle sue potenti conoscenza. Si vesti quindi di sacco e si mise a
cercare lavoro.
Trovo
per prima cosa un impiego in una locanda fast food dove, dopo essersi prostrato
per un anno, alla sua richiesta di contratto a tempo indeterminato gli risposero
"Bella battuta!".
Quindi
lavorò in un ipermercato per i successivi cinque mesi dove faceva orari infami
per uno stipendio da fame.
Vista
l’impossibilità di trovare un lavoro decente, decise allora di spiegare agli
stolti manifestanti che, nonostante un lavoro precario, si poteva condurre una
vita agiata e piene di soddisfazioni. Progettò di compare casa e di arredarla
ma, già alla prima agenzia immobiliare, gli dissero "No lavoro stabile, no
contratto.
Lo
stesso accadde per i mobili, ma stavolta la riposta fu più dirompente " No
lavoro fisso.no mutuo per Tv color".
Precario
allora si arrese e, tornato al villaggio, fece la sua pubblica ammenda. Da
allora il Santo girovagò per il mondo e si prodigò per gli oppressi e i
precari.
La
sua fama crebbe e molti miracoli furono a lui attribuiti. Il più famoso è
sicuramente quello del prolungamento all’infinito del contratto di un giovane
di Barletta e della concessione di infortunio ad una ragazza di Padova, dopo che
questa si era ferita durante il lavoro in una cooperativa del nord-est.
Nell’arte
religiosa moderna San Precario è spesso raffigurato con divise di supermercati
o di fast -food.
Il
suo attributo caratteristico e il contratto di lavoro che tiene in mano.
Marinnoni
ha rappresento il santo sulle vetrate della chiesa di San Paganino, mentre
cambia lavoro 7 volte in una giornata. Peyon invece, in un’enorme tela
custodita alla fondazione Mappini, lo mostra mentre gli vengono negati, causa
mancanza di un lavoro fisso, sia un mutuo che l’acquisto a rate di un
televisore.
Uber
di Tanze Plazze, lo ritrae in alcune fasi della sua vita, per esempio, mentre
frigge patatine nel fast food di un centro commerciale.
aprile 2004